La gastroenterite: una malattia facilmente trasmissibile

La Gastroenterite: una malattia facilmente trasmissibile

La gastroenterite è una malattia infiammatoria che interessa lo stomaco e l’intestino tenue e colpisce moltissimi bambini che vivono nei Paesi in via di sviluppo e in quelli occidentali. Se coinvolge anche l’intestino crasso, prende il nome di gastroenterocolite.

Nei bambini il virus coinvolto in genere in questa patologia si chiama rotavirus mentre negli adulti è dovuta al norovirus. Molti dei processi infiammatori a carico dell’intestino tenue possono tuttavia essere riconducibili a cause non infettive (gastroenterite da farmaci e assunzione di alimenti a base di lattosio e glutine) o legate alla contaminazione da tossine (botulino).

L’estrema facilità con cui può essere trasmessa questa malattia (basti pensare all’ingestione di cibi contaminati) e un sistema immunitario più debole, fanno sì che i bambini siano più vulnerabili, soprattutto in età da allattamento quando il biberon non è adeguatamente igienizzato. Anche gli ambienti affollati (asili, scuole ecc…) e la scarsa pulizia contribuiscono al diffondersi della malattia.

Quali sono i primi sintomi della gastroenterite?

La comparsa dei primi sintomi (diarrea, vomito e dolori addominali) avviene in un periodo di tempo compreso tra le 12 e 72 ore dalla contaminazione. La gastroenterite di origine virale si risolve in genere nell’arco di pochi giorni, mentre quella batterica spesso accompagnata da sangue nelle feci ha un decorso generalmente più lungo.

È possibile, quindi, effettuare una classificazione in base alla durata dei sintomi:

  • Gastroenterite acuta: si risolve in pochi giorni.
  • Gastroenterite persistente: il decorso è lento (fino a 15 giorni).
  • Gastroenterite cronica: i sintomi permangono per più di un mese.

 

Come intervenire?

Una leggera forma di gastroenterite porta a una perdita consistente di acqua e sali minerali proprio a causa della diarrea. L’obiettivo principale, quindi, è il ripristino dei liquidi che avviene solo bevendo la giusta quantità di acqua. Se il problema principale è rappresentato dal vomito, invece, le cose si complicano leggermente. Il vomito porta a una maggiore perdita di liquidi e la reintegrazione per via orale diventa ancora più difficoltosa, ecco perché  il medico opta per delle soluzioni reidratanti per via endovenosa.

La gastroenterite si cura anche attraverso una dieta che prevede la non assunzione di cibo (al massimo due giorni) per poi ricominciare a mangiare gradualmente. All’inizio è meglio optare per alimenti come riso e pasta evitando accuratamente le fibre (frutta e verdura) e il latte.

Prevenzione

Ecco alcuni consigli per prevenire la gastroenterite:

Lavare le mani: è la prima regola da seguire soprattutto dopo esservi recati in bagno. Il lavaggio vigoroso con sapone e acqua tiepida per almeno 20 secondi e il conseguente risciacquo rappresentano una buona abitudine. Insegnatelo ai vostri figli. Se siete fuori casa, procuratevi delle salviette igienizzanti.

Evitate il contatto con persone che hanno contratto il virus: abbiamo già detto che la gastroenterite è facilmente trasmissibile.

Non condividere stoviglie e asciugamani anche tra familiari.

Se siete in viaggio in un Paese straniero è consigliabile bere solo acqua in bottiglia ben sigillata, mangiare solo cibi ben cotti (evitare carne e alimenti crudi) e sottoporsi ai vaccini consigliati contro la gastroenterite.

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