La sedazione negli esami endoscopici

La sedazione negli esami endoscopici

La gastroscopia e la colonscopia sono  procedure endoscopiche molto utilizzate nella pratica clinica. Sono però esami invasivi che possono esporre il paziente a stress e dolore che in alcune occasioni possono essere la causa di paura con conseguenti ritardi nella consultazione del medico.

Di ciò ne è prova lo screening nazionale del cancro colorettale che fatica a decollare come dovrebbe  soprattutto  per quella “paura” che i pazienti avvertono al solo pensiero di doversi sottoporre alla colonscopia. Tale indagine, infatti,  è vista ancora come particolarmente invasiva e dolorosa, ma in questo c’è realmente un fondo di verità.   La percezione del dolore, infatti, è del tutto differente da paziente a paziente (per diversità etnico-culturali nel modo di porsi di fronte al dolore,  per condizioni anatomiche del colon, per un pregresso intervento addominale, ecc.) per cui ci sono soggetti che sopportano tranquillamente l’esame senza alcun supporto farmacologico,  mentre in altri (la maggior parte) l’esame può risultare fastidioso e/o doloroso con impossibilità, a volte, di portare a termine l’indagine.

Per superare questa giustificata “diffidenza” dei pazienti  da anni le società scientifiche nazionali ed internazionali, hanno  emanato delle linee guida per la corretta esecuzione degli esami endoscopici, grazie alla somministrazione di farmaci  ipnotici (che fanno dormire)  ed analgesici (che tolgono il dolore) in modo che la procedura possa essere eseguita senza avvertire alcun fastidio o dolore.

La sedazione in endoscopia digestiva, oltre ad assicurare al paziente una maggiore accettabilità dell’esame, rende più facile ed accurata la procedura da parte dell’endoscopista. Di ciò ne è prova   lo  screening  nazionale del cancro colorettale nei cui protocolli la colonscopia viene proposta in sedo-analgesia sia per renderla più tollerabile sia anche per una maggiore accuratezza diagnostica (completamento dell’esame, reperimento di lesioni, ecc.).

Articolo a cura del Direttore Scientifico Dr. Vincenzo Caravello

I nostri centri