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Gastroenterologia

Cos’è la Gastroenterologia

Ultimo Aggiornamento: 13 Giugno 2018

La Gastroenterologia è quella branca medica che si occupa dello studio e della cura delle patologie a carico dello stomaco, dell’intestino e in più in generale di tutto l’apparato digerente. La Gastroenterologia ha ambiti di competenze particolarmente vasti, in quanto le problematiche e le patologie a carico dell’apparato digerente, sopratutto negli ultimi 50 anni e grazie alle recenti scoperte scientifiche, risultano essere sempre più numerose e con specifiche peculiarità. Di conseguenza il Paziente si rivolge allo specialista GASTROENTEROLOGO per un numero molto ampio di problematiche, che vanno da una banale influenza intestinale sino a situazioni più delicate quali Reflusso Gastro-Esofageo, Gastrite, Ulcera, etc..
Oggi la gastroenterologia è divenuta, nel moderno scenario delle cure mediche, una specializzazione di particolare rilievo in quanto un importante numero di problematiche o di procedure terapeutiche di qualsiasi tipo richiedono molto spesso un approfondimento della situazione dell’apparato digerente e dunque di competenza del Gastroenterologo.

Chi è lo specialista Gastroenterologo e quando è necessario?

Il Medico specialista della Gastroenterologia è indicato con il nome di Gastroenterologo. La visita specialista dal Gastroenterologo è la prima fase di valutazione della situazione clinica del Paziente. Essa può essere richiesta per un numero particolarmente vasto di sintomatologie quali (le più comuni) sono brucione di stomaco, nausea, mal di pancia oppure difficoltà digestive. Ma non solo. Esistono molti altri sintomi che rendono necessario un approccio specialistico; sicuramente uno dei sintomi in assoluto più frequente è la nausea. Le cause di questo sintomo possono essere moltissime, in genere banali anche se in alcuni casi possono essere il segnale di patologie più importanti tali da richiedere una valutazione gastroenterologica.

Altre tipologie di sintomatologie più comuni sono la dispepsia o più comunemente detta “Mal digestione”oppure la diarrea. Tutte sintomatologie che generalmente non richiedono nessun particolare intervento medico ma se presenti in maniera cronica o comunque frequente richiedono una valutazione specialista dal gastroenterologo. E’ importante infatti rivolgersi allo specialista quando determinate situazioni tendono a presentarsi in modo frequente in quanto potrebbero nascondere specifiche patologie che richiedono adeguati trattamenti specialistiche e, quando necessarie, opportuni accertamenti diagnostici.I sintomi sopra indicati non andrebbero mai sottovalutati ed è opportuno richiedere una valutazione specialista dal Gastroenterologo in presenza di uno di essi.

La visita Gastroenterologica

La visita dal Gastroenterologo è la prima fase di approccio tra Paziente e specialista. Nel corso di questa prima valutazione, lo specialista gastroenterologo eseguirà una attenta valutazione diagnostica ed andrà ad approfondire molteplici aspetti del paziente: prima di tutto si raccolgono con scrupolo tutte le informazioni circa la storia clinica del paziente. Successivamente si esegue una valutazione delle problematiche gastroenterologiche esistenti che possono riguardare vari aspetti quali malattie dell’esofago, dello stomaco, dell’intestino tenue , del colon, del retto, del canale anale, del pancreas, del fegato, della cistifellea e delle vie biliari, delle vie respiratorie ecc… Un’attenta valutazione dello specialista necessita inoltre attente considerazioni circa la familiarità, lo stile di vita, la sintomatologia riferita, le eventuali malattie già note e l’esame obiettivo del paziente.

Successivamente, verrà formulato un parere concernente il quesito clinico oggetto della visita. La valutazione gastroenterologica può esaurirsi con la prescrizione di una terapia o con la richiesta di accertamenti specialistici, come ad esempio endoscopie o RX. Per maggiori informazioni: visita gastroenterologica.

Di seguito riportiamo alcune delle domande più frequenti poste dai pazienti in sede di prenotazione della prima visita dal Gastroenterologo.

E’ necessario venire digiuni o bisogna fare una particolare preparazione?

No, non è necessaria nessuna particolare preparazione. La prima visita infatti è la situazione in cui si raccolgono principalmente tutti i dati clinici conoscitivi del paziente in cui non verranno eseguiti esami strumentali o diagnostici di nessun tipo.

Devo portare referti o altra documentazione clinica in sede di prima visita?

Se già in possesso, sarebbe opportuno per il paziente portare con se tutta la documentazione medica in sede di prima visita. E’ opportuno ricordare infatti, che nel corso della prima visita viene ricostruita anche la storia clinica del paziente al fine di avere un quadro generale quanto più chiaro e corrispondente alla realtà. E’ evidente quindi che il gastroenterologo avrà sicuramente vantaggio nel valutare la documentazione già in possesso del Paziente.

Al termine della visita, dovrò fare esami di approfondimento?

Questo è un quesito che in sede di prenotazione posto frequentemente. Non è però possibile stabilire a priori le necessità che verranno riscontrare dallo specialista Gastroenterologo in sede di prima visita. Infatti, in base all’esito della prima valutazione, si deciderà se procedere o meno nell’eseguire eventuali esami diagnostici o strumentali quali Gastroscopia, Colonscopia (previa opportuna preparazione alla Colonscopia), Colonscopia Robotica, Rettoscopia, RX ed altri.

Quanto impiega il Gastroenterologo a visitarmi?

Dipende, i tempi possono essere differenti da Paziente a Paziente. Generalmente una visita dal Gastroenterologo ha una durata media di circa 40 minuti, ma ci sono situazioni in cui essa può durare anche più di un’ora. E’ bene quindi non arrivare nel giorno dell’appuntamento con il Gastroenterologo con poco tempo a disposizione in quanto è opportuno, nell’interesse del Paziente, che lo specialista abbia tutto il tempo necessarrio per eseguire tutte le valutazioni del caso.

Le principali patologie trattate dal Gastroenterologo

Le patologie trattate dalla Gastroenterologia, come precedentemente indicato, sono numerose e possono essere particolarmente differenti tra loro. Andiamo quindi ad analizzare nello specifico le principali Patologie:

La Celiachia

E’ un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi poco più di 100.000. Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 10%. Per maggiori informazioni: cos’è la celiachia

Sindrome dell’intestino irritabile.

E’ una patologia in grande crescita sopratutto negli ultimi anni. Le patologie funzionali dell’intestino hanno diversi aspetti in comune, sono sindromi cliniche ad andamento cronico ricorrente in assenza di alterazioni strutturali evidenti (sindromi non organiche). L’unico elemento che caratterizza la loro sintomatologia clinica è l’andamento cronico ricorrente quindi non acuto. Tra le patologie funzionali si annovera : la sindrome dell’intestino irritabile (SII) e il reflusso gastroesofageo (GERD). Per maggiori informazioni: l’intestino irritabile approfondimento

Reflusso

Il reflusso Gastroesofageo è il passaggio retrogrado di piccole quantità di contenuto gastrico dallo stomaco all’esofago, è l’argomento quotidiano che si presenta più frequentemente nell’ambulatorio del medico generico o del gastroenterologo. Per maggiori informazioni: il reflusso gastroesofageo.

Stitichezza

La stitichezza è un disturbo molto comune, sopratutto nelle donne e nelle persone sopra i 65 anni di età . Considerando che la maggior parte delle persone evacua almeno tre volte la settimana , è stabilito di definire stipsi una frequenza di evacuazione inferiore a tre volte la settimana. Articoli di approfondimento

Le emorroidi

Sono dilatazioni varicose delle vene emorroidarie del retto e dell’ano. Sono il disturbo più comune dell’ultimo tratto del canale intestinale e si sviluppano più frequentemente con l’aumentare dell’età , l’aumento del peso ponderale , l’eccessivo sforzo per evacuare le feci , la presenza di feci molto dure ,la gravidanza e fattori ereditari. Per maggiori informazioni:cosa sono le emorroidi.

Meteorismo

Con il termine meteorismo si indica una condizione clinica che fa riferimento ad uno accumulo di gas, in quantità eccessive, nel tratto digerente. Approfondimento meteorismo.

Altre patologie: è possibile trovare ulteriori dettagli sulla lista delle possibili patologie visitando questa pagina: Patologie

 

Strumenti diagnostici della moderna Gastroenterologia

Gastroenterologo, figura 1

Grazie allo straordinario avanzamento scientifico anche delle apparecchiature diagnostiche, la figura del Gastroenterologo ha assunto una rilevanza fondamentale nella medicina moderna. Infatti le moderne medotologie cliniche permettono allo specialista Gastroenterologo una esplorazione accurata e precisa del tubo digestivo. Uno sviluppo così importante dei strumenti diagnostici (Vedi sezione Endoscopia) ha contestualmente permesso di conseguenza una rapida evoluzione delle conoscenze mediche.

Il Gastroenterologo, a scopo sia diagnostico o terapeutico, si avvale di molteplici procedure specifiche. Ecco le più importanti:

  • Endoscopia Digestiva, ossia esami quali Gastroscopia, Colonscopia, rettoscopia ecc…(per ulteriori informazioni visita la sezione dedicata agli esami)
  • Esami di laboratorio quali esame del sangue, esame delle urine, esame parassitologico ed altri
  • Radiografie e TAC
  • Ecografie

È tuttavia importante ricordare che la gastroenterologia è una scienza medica che non è solo focalizzata sullo studio dello stomaco o di alcuni organi ad esso connessi, ma è molto di più. La gastroenterologia infatti riguarda l’intero tratto digerente, i suoi problemi e tutte le sue patologie. Per questo molto spesso la il Gastroenterologo ha il compito di interfacciarsi con figure mediche cosiddette di “confine”, come l’Odontoiatra o l’Otorinolaringoiatra.

Esami principali

Ambiti di Studio della Gastroenterologia

Il Gastroenterologo si occupa di studiare i seguenti organi:

Le più recenti segnalazioni, domande e dubbi dai pazienti

Consulto del 22/06/2018 – Utente: anonimo

Domanda

da 4 settimane soffro di un dolore alla bocca dello stomaco persistente nonostante la terapia di 2 mesi. Alcuni giorni sudo a freddo per il dolore. Soffro di esofagite erosiva di primo grado, cardias incontinente, ernia istale e gastroduodenite erosiva. Ultima gastroscopia a febb 2018. Sto riprendendo la cura con 40 IPP mattina e antireflussi dopo ogni pasto principale, procinetico prima di pranzo e prima di cena e ranitidina 300 prima di coricarmi. Secondo lei è assolutamente il caso di ripetere la gastroscopia il prima possibile? È possibile ci sia una ulcera alla bocca dello stomaco o addirittura qualcosa di peggio? Grazie

Risposta del Medico

Gentile paziente ho ricevuto la sua e mail e la ringrazio per l'interessamento. Deve procedere con la terapia e non c'è necessità di ripetere la gastroscopia. Cordialmente Prof Felice Cosentino


Consulto del 21/06/2018 – Utente: anonimo

Domanda

Preg.mo dottore, E’ da 3 mesi che sto vivendo un incubo, una situazione assurda e surreale che nessuno, chirurghi, gastroenterologi ed altri specialisti non hanno assolutamente compreso. Da settembre 2017 ho problemi di stipsi, mai avuti in passato. Ad Ottobre 2017 ho effettuato una colonscopia risultata negativa ed assunto bustine di Movicol, soluzione orale, che ha dato buoni risultati. Purtroppo, però i fastidi si sono ripetuti per cui circa 3 mesi fa ho iniziato una dieta sbagliatissima per un equivoco che sarebbe lungo spiegarle costituita da pasti quasi liquidi a base di carne tritata finissima dimostratasi un fallimento che ha notevolmente peggiorato la situazione interessando anche il colon destro. I nuovi pasti, parzialmente evacuati solo dopo molti giorni, durante la loro assunzione hanno gonfiato eccessivamente il mio colon, anche quello di destra per tutta l’altezza non lasciando il minimo spazio libero e creando pressione sulla valvola ileocecale oltre che incrostandola per la staticità del liquido di tipo cremoso facendole perdere probabilmente la sua funzione di apertura e chiusura all’occorrenza, Fra l’altro il color carne uniforme di questi pasti e la loro densità simile a quella del colon che li contiene (non essendo digeriti) ne ha creato la loro quasi invisibilità alla diretta RX, quindi senza contrasto, per cui i laboratori radiografici vedevano e vedono soltanto il colon allargato con qualche piccolo ingombro, ma vuoto, lo stesso effetto di una diretta RX addome dove non appare quasi niente per l’uniformità e la densità degli organi dovuta alla mancanza di contrasto. Ma tutto ciò non è stato capito da nessuno. Attualmente tali pasti in parte sono stati evacuati o assorbiti. Ma è rimasto un residuo compatto non digerito nel sigma non visibile dalle Rx dirette per i motivi di densità sopra descritti e tutto ciò stranamente non viene compreso da nessuno, so con certezza di questo residuo essendo riuscito ad espellerne con fatica e dolore una metà. Un’ultima Rx diretta addome con Eco, l’ho eseguita il 15/05/2018 con il seguente referto, mentre nella Rx diretta con Eco precedente (un mese prima), l’addome era nella norma: “Sovradistensione delle anse ileali con livelli idroaerei. - A controllo ecografico non si evidenziano processi espansivi intraperitonealei; -Si segnala iperplasi delle pareti della valvola ileo-cecale” In tale referto lo Specialista non menziona il colon, ma comunque verbalmente mi ha fatto presente che c’è una sua occlusione, anche se non di tipo organico, esclusa, invece da un altro medico il quale mi ha prescritto 2 bustine di NOSTIP al giorno con risultati nulli in quanto si ferma nel colon destro intasato come anche quello sinistro. Oltre a segnalare la sovradistensione delle anse ileali, dovuta probabilmente alla valvola ileo-cecale, il radiologo menziona anche la stessa riscontrando un suo ingrossamento delle pareti. Probabilmente con questa affermazione viene confermato quanto da me detto in precedenza del suo non funzionamento non potendo il radiologo dall’ecografia individuarne la funzionalità ma solo il suo volume non più a norma. Ho fatto moltissime visite specialistiche, chirurghi, gastroenterologi ma tutte senza esito. Le cose ultimamente sono notevolmente peggiorate in quanto l’addome si è molto esteso sottraendo moltissimo spazio al colon. Sono disperato, non so più cosa fare, inoltre tutti sono convinti che io esageri. Mi aiuti. La saluto e ringrazio. Giovanni Panetta cell 329 87 78 659 Email: giannipanetta@virgilio.it

Risposta del Medico

Gentile Paziente abbiamo ricevuto la sua e mail e la ringraziamo per l'interessamento. Mi dispiace ma con tale quadro clinico, che ad ogni modo non desta alcuna preoccupazione, non è possibile dare una parere via web ma solo con visita diretta. Temo per lei una somatizzazione d'ansia. Cordialità


Consulto del 13/06/2018 – Utente: anonimo

Domanda

Buongiorno, sono a chiedere un parere ed un consiglio sulla mia attuale situazione. Ho 43 anni e da sempre soffro di stitichezza, ma in passato era alternante e riuscivo a gestirla meglio. Negli ultimi 2 anni ho avuto un netto peggioramento e premetto che ho sempre utilizzato prodotti naturali per evitare di danneggiarmi. Ho fatto 2 anni fa l'ultima colonscopia (per familiarità nel tumore al colon) e da quel periodo ho notato un peggioramento nelle mie condizioni. Addome gonfio, stitichezza più ostinata ed anche con compresse di Pursennid o Dulcolax ho effetti lievi e solo dopo 2 o 3 giorni di assunzione. A seguito dei controlli che faccio so di avere un intestino "lungo" ed il problema principale nei giorni peggiori è aria che si forma e si ferma nella parte alta dell'addome causandomi dolori. Ho già consultato il gastroenterologo che mi aveva proposto tra le varie cose anche ansiolitici, ma ho ottenuto solo di avere un addome estremamente gonfio e non avevo risolto nulla. Premetto anche che ho fatto ogni tipo di esame a livello intestinale compreso l'helicobacter e risulta tutto negativo. Mi rendo conto di non poter andare avanti così e sono in cerca di una soluzione o anche consigli pratici su alimentazione o suggerimenti che possano migliorare la mia qualità di vita. E' come se il mio intestino trattenesse aria e non la lasciasse andare (infatti dopo la colonscopia io soffro tantissimo). Può essere che sia un problema di ansia repressa, ma oltre a rilassarmi sento di avere bisogno anche di qualcosa che allo stesso tempo metta in moto il mio intestino. Spero di essere stata esauriente e di avere almeno un suo parere. La ringrazio anticipatamente Chiara

Risposta del Medico

Gentile Paziente, ho ricevuto la sua email. La ringrazio per l’interessamento. Penso che lei sia affetta da stipsi cronica dovuta principalmente al suo dolicocolon ( intestino lungo ). Necessita sicuramente di una terapia e di una dieta appropriata. Non mi è possibile indicarle la terapia su internet e senza averla prima visitata. Cordialità


Consulto del 13/06/2018 – Utente: anonimo

Domanda

Come da titolo, ho dei forti dolori da circa sei giorni ma ancora non mi decido ad andare dal mio medico curante. Pensa che possa essere qualcosa di grave?

Risposta del Medico

Buongiorno, è chiaramente difficile stabilire la natura della sua problematica tramite un consulto, ma è opportuno che lei vada a farsi visitare tempestivamente. Cordiali Saluti.


Consulto del 04/06/2018 – Utente: anonimo

Domanda

buongiorno, a luglio 2013 feci un colonscopia per controllo dopo aver rilevato tracce di sangue occulto con test comprato in farmacia questo fu il referto : inserzione dello strumento fino a cm120 in corrispondenza del cieco nel lume intestinale presenza di feci non contaminate che a tratti ostacolano la visione endoscopica. valvola ileo-ciecale regolare,mucosa rosea edematosa non ulcerata.biopsie si introduce lo strumento nell'ileo terminale e si esplorano circa 10 cm di ileo distale che si presenta regolare,mucosa rosea indenne da lesioni. colon ascendente-cieco,trasverso,discendente,sigma-retto regolari,mucosa liscia rosea lucente indenne da lesioni ulcerative,infiltrative,polipose.ùreticolo vascolare regolare. A tratti soprattutto al colon destro la mucosa presenta iperemie focali,ma non lesioni ulcerative.biopsie del colon destro e sinistro per tipizzazione istologica e ricerca colite microscopica. Congestione del cirocolo emorroidario con noduli intrasfinterici di 2° grado conclusioni: lievi note di colite segmentaria verosimilmente aspecifica istologico : A mucosa ileale e colica nella norma B mucosa colica con melanosi Mi fu detto che la colonscopia potrebbe essere fatta "once a life" oppure rifatta dopo 7/10 anni Ieri a fine evacuazione ho notato una macchia rossa sul fondo del water,un singola goccia rossa sulle feci e una macchia sulla carta cosa non verificatasi nelle successive due evaquazioni Alla luce di questo fatto ritenete sia il caso di effettuare una nuova colonscopia? sono piuttosto preoccupato,grazie per la risposta

Risposta del Medico

Gentile Paziente, ho ricevuto la sua e mail. La ringrazio per l’interessamento. Il mio consiglio è quello di eseguire sia colonscopia sia visita proctologica. Cordialità


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