logo
Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
Prenota una visita o un esame

Eccellenza clinica all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: il Dott. Valerio Balassone nella sfida dell’acalasia pediatrica

Non è la prima occasione di confronto con il Dott. Valerio Balassone, gastroenterologo pediatrico presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, nonché riferimento clinico di fiducia e medico accreditato EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online di esami e visite specialistiche (es. visita gastroenterologica, anche pediatrica) presso centri di eccellenza selezionati nelle principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna etc.).


Proprio la continuità di questo dialogo consente di affrontare con crescente profondità temi complessi e ad alta specializzazione come l’acalasia in età pediatrica.


In questa intervista, condotta da Roberta Sestito, manager di Eccellenza Medica, vengono esplorati in modo sistematico i principali snodi della patologia: dai segnali clinici precoci alle criticità diagnostiche, dal ruolo della manometria esofagea ad alta risoluzione alle più recenti evoluzioni terapeutiche, con particolare attenzione alla POEM e ai risultati a lungo termine in età evolutiva. Ampio spazio è dedicato anche all’importanza della presa in carico multidisciplinare nei centri di eccellenza e all’impatto della malattia sulla qualità di vita del bambino e della famiglia.


Il confronto riflette un rapporto consolidato di stima e fiducia con un obiettivo condiviso: rendere accessibili contenuti clinici altamente qualificati, offrendo al tempo stesso un orientamento chiaro e autorevole per pazienti e caregiver.


acalasia pediatrica: intervista al Dott. Valerio Balassone

Il Dott. Balassone esegue un caso di miotomia esofagea pediatrica senza cicatrici


1) Ciao Valerio, bentornato. Oggi affrontiamo insieme un argomento al quale so che tieni particolarmente: l’acalasia in età pediatrica. Sappiamo che rappresenta una condizione rara e spesso di complessa identificazione: quali sono, nella tua esperienza clinica, i segnali precoci che dovrebbero orientare il sospetto diagnostico nei bambini?


"In pediatria l’acalasia è una sfida complessa. Più che il calo ponderale tipico dell’adulto, il segnale d’allarme principale è spesso l’arresto della crescita (stunting): il bambino smette di guadagnare centimetri e chili rispetto ai suoi percentili. Un altro punto critico è che gli scores della disfagia standard sono spesso solo parzialmente applicabili ai piccoli pazienti, poiché non riflettono fedelmente le dinamiche evolutive e le diverse abitudini alimentari. L'impatto della malattia travalica il dato clinico: l'acalasia compromette la qualità della vita e la socialità, trasformando il pasto da momento di condivisione in fonte di ansia e isolamento".


2) Considerata la specificità del paziente pediatrico, quali sono gli snodi diagnostici più complessi nel percorso di identificazione dell’acalasia e quali strumenti o indagini ritieni oggi imprescindibili per giungere a una diagnosi accurata e tempestiva?


"Lo snodo più difficile è superare la latenza diagnostica legata alla scarsa conoscenza della malattia. Lo strumento di riferimento resta la Manometria Esofagea ad Alta Risoluzione, che tuttavia richiede un motilista esperto per una corretta interpretazione dei tracciati in età pediatrica. Su questo fronte, siamo all'avanguardia con il nostro studio recentemente accettato sulla Pressure Flow Analysis, una metodica che integra dati pressori e di flusso per una diagnosi ancora più precisa. Per quanto riguarda l'imaging, il pasto baritato "temporizzato" è raramente fattibile nel bambino; preferiamo un confronto morfologico rigoroso della colonna di bario e del diametro esofageo prima e dopo il trattamento".


3) L’approccio terapeutico all’acalasia si è evoluto significativamente negli ultimi anni: quali sono oggi le opzioni più efficaci in ambito pediatrico e come si orienta la scelta tra trattamento endoscopico e chirurgico?


"Sebbene la nostra formazione sia chirurgica, oggi prediligiamo la POEM (Per-Oral Endoscopic Myotomy) per la sua straordinaria versatilità e per la magnificazione d’immagine che solo l’endoscopia garantisce. Seguiamo i rigorosi principi della scuola giapponese: eseguiamo una miotomia circolare selettiva che risparmia molte strutture antireflusso. In ambito pediatrico è comunque già accettata l'idea di non eseguire una plastica antireflusso (quando necessaria) finché il bambino non ha completato lo spurt puberale; la nostra casistica di oltre 60 pazienti in follow-up dimostra che, rispettando l'anatomia, l'assenza di reflusso significativo è la norma. Con la POEM, un'eventuale successiva plastica antireflusso non è preclusa".


4) In termini di outcomes a lungo termine, quali risultati si possono realisticamente attendere nei bambini trattati per acalasia, e quali fattori incidono maggiormente sulla prognosi?


"I risultati sono eccellenti se la miotomia è di buona qualità. L’obiettivo è permettere uno sviluppo puberale fisiologico senza le limitazioni della malattia. La stabilità dei risultati nei nostri pazienti dimostra che, preservando le strutture naturali (come la lamina di Bertelli), il bambino può affrontare l'età adulta con un esofago funzionalmente integro. L’eventualità di una seconda procedura correttiva post-puberale è un’opzione rarissima, ma ben accettata dalle famiglie a fronte di un primo intervento estremamente efficace e conservativo".


5) Il ruolo dei centri di eccellenza è sempre più centrale nella gestione delle patologie rare: in che modo un’istituzione come il Bambino Gesù contribuisce a garantire un approccio multidisciplinare e altamente specializzato?


"Al Bambino Gesù il paziente è affidato a un Team dedicato. Gastroenterologi, chirurghi, anestesisti pediatrici e infermieri specializzati discutono ogni singolo caso. Questo approccio, unito agli alti volumi di attività del nostro centro, è la migliore garanzia di sicurezza e successo terapeutico anche per le patologie rare".


6) Sai che noi di Eccellenza Medica riconosciamo da sempre il valore imprescindibile della formazione continua e dell’aggiornamento specialistico: nella tua esperienza, come si traduce concretamente questo impegno nella pratica clinica quotidiana e nella gestione di patologie complesse come l’acalasia pediatrica?


"Siamo un hub di riferimento: facciamo formazione attiva per i colleghi di altri centri e utilizziamo regolarmente attività di simulazione avanzata per mantenere i massimi standard di qualità assistenziale. Partecipiamo inoltre alle tavole rotonde europee per la definizione delle nuove linee guida e dei Core Outcome Sets, affinché i risultati clinici siano sempre misurati su ciò che conta davvero per il benessere del bambino e delle famiglie".


7) L’impatto dell’acalasia sulla qualità di vita del bambino e della famiglia è significativo: quali strategie ritieni fondamentali per accompagnare il paziente lungo il percorso di cura, anche sotto il profilo psicologico e nutrizionale?


"Curare l’esofago è solo metà del lavoro. L’acalasia toglie il piacere della convivialità, per questo integriamo nel team un supporto nutrizionale per recuperare i deficit di crescita e un affiancamento psicologico per il nucleo familiare. L’obiettivo è restituire al bambino la serenità di sedersi a tavola con i propri coetanei senza timori".


8) In chiusura, ti chiederei una riflessione maturata sul campo: nella tua esperienza, quali sono gli errori o le criticità più frequenti nella gestione dell’acalasia pediatrica – sia in fase diagnostica che terapeutica – e quali accorgimenti ritieni fondamentali per evitarli?


"L’errore più frequente è la diagnosi tardiva dovuta a una persistenza ingiustificata in terapie anti-reflusso inefficaci. L’accorgimento fondamentale è la centralizzazione: l’acalasia pediatrica non permette improvvisazioni. Una diagnosi precisa condotta da esperti e un intervento eseguito correttamente al primo tentativo sono la chiave per evitare sequele croniche per il bambino".


CONTATTI

Chiamaci

Servizio disponibile dal Lunedì al Sabato dalle ore 9:00 alle ore 18:00.

Fatti richiamare

Inserisci il tuo numero, ti richiameremo entro 4 ore lavorative:

Scrivici su:

whatsapp-follow

Whatsapp 3311232150

Dal Lunedì al Sabato dalle ore 9:00 alle ore 18:00.

Compila il Form:

Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi del regolamento europeo del 27/04/2016, n. 679 e come indicato nel documento normativa sulla privacy e cookies

Seguici su: