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Escherichia coli: sintomi, come si prende e come debellarla definitivamente


Cos'è l'Escherichia coli?


L'Escherichia coli (E. coli) è un gruppo di batteri che vive normalmente nell'intestino degli esseri umani e di molti animali a sangue caldo. Nella maggior parte dei casi si tratta di batteri innocui che fanno parte della normale flora intestinale e contribuiscono all'equilibrio del microbiota, svolgendo un ruolo importante nei processi digestivi e nella produzione di alcune vitamine.


Esistono, però, numerosi ceppi di Escherichia coli, alcuni dei quali sono patogeni, cioè in grado di provocare infezioni. Tra i più pericolosi vi sono i ceppi produttori di Shiga-tossina (STEC).


L'Escherichia coli è noto soprattutto per le infezioni gastrointestinali, ma può essere responsabile anche di infezioni delle vie urinarie e, più raramente, del sangue, della colecisti, della prostata, delle ferite chirurgiche e di altri distretti dell'organismo.


Secondo una revisione sistematica pubblicata sulla rivista Foodborne Pathogens and Disease, le infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina (STEC) causano ogni anno circa 2,8 milioni di casi nel mondo, rappresentando una delle principali cause di malattie trasmesse dagli alimenti.


Ceppi non patogeniCeppi patogeni
Fanno parte della normale flora intestinalePossono causare infezioni intestinali e, in alcuni casi, urinarie o sistemiche
Favoriscono l'equilibrio del microbiotaProducono tossine o invadono i tessuti dell'organismo
Svolgono un ruolo importante nella digestione e nella produzione di alcune vitaminePossono provocare diarrea, colite emorragica e altre complicanze
Sono normalmente presenti nell'intestino di persone saneIn presenza di sintomi importanti, è necessaria l'assistenza medica


L'Escherichia coli può provocare anche infezioni urinarie?


Alcuni ceppi dell'Escherichia coli possono provocare infezioni delle vie urinarie. In questi casi il batterio, normalmente presente nell'intestino, raggiunge l'uretra e la vescica, dove può moltiplicarsi e causare un'infezione.


I ceppi responsabili prendono il nome di Escherichia coli uropatogeni (UPEC) e rappresentano la principale causa di infezioni urinarie. Secondo una revisione pubblicata sulla rivista Microorganisms, gli UPEC sono responsabili di circa il 75% delle infezioni urinarie non complicate e di oltre la metà delle infezioni urinarie complicate.


I sintomi più comuni comprendono:


  • Bruciore durante la minzione;
  • Bisogno frequente e urgente di urinare;
  • Dolore sovrapubico;
  • Urine torbide o maleodoranti;
  • Febbre e dolore al fianco (quando l'infezione raggiunge i reni).


infezione da escherichia coli


Quali sono i sintomi?


L'infezione da Escherichia coli può manifestarsi con sintomi di diversa intensità, che variano in base al ceppo responsabile e alle condizioni del paziente. Nella maggior parte dei casi l'infezione interessa l'apparato gastrointestinale e provoca una gastroenterite acuta.


I sintomi compaiono generalmente tra 3 e 4 giorni dopo l'esposizione al batterio, anche se possono manifestarsi già dopo 24 ore o, più raramente, oltre una settimana dopo il contagio.


I sintomi più frequenti comprendono:


  • Diarrea acquosa;
  • Diarrea con presenza di sangue;
  • Forti crampi e dolore addominale;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Perdita dell'appetito;
  • Febbre generalmente lieve;
  • Stanchezza e malessere generale.


Nei casi causati dai ceppi produttori di Shiga-tossina (STEC), la diarrea inizialmente acquosa può diventare emorragica nell'arco di uno o due giorni.


Sintomi dell'Escherichia coli nei bambini e nei neonati


Nei bambini, e soprattutto nei neonati, l'infezione da Escherichia coli può manifestarsi con sintomi meno specifici rispetto agli adulti. Oltre a diarrea, vomito e febbre, possono comparire:


  • Irritabilità;
  • Sonnolenza;
  • Scarso appetito;
  • Difficoltà nell'alimentazione.


Nei lattanti il rischio di disidratazione è più elevato, motivo per cui è importante, in presenza di diarrea persistente, sangue nelle feci o ridotta emissione di urine, consultare tempestivamente il pediatra.


Sintomi dell'Escherichia coli in gravidanza


Durante la gravidanza, un'infezione da Escherichia coli può provocare gli stessi sintomi gastrointestinali osservati nella popolazione generale. In alcuni casi, però, il batterio può essere responsabile anche di infezioni delle vie urinarie. In presenza di febbre elevata, diarrea con sangue o segni di disidratazione è consigliabile rivolgersi subito al proprio medico o ginecologo.


Quali sono le cause dell'infezione da Escherichia coli?


L'infezione da Escherichia coli si verifica quando alcuni ceppi patogeni del batterio riescono a colonizzare l'organismo e a produrre sostanze in grado di danneggiare i tessuti. A differenza dei ceppi normalmente presenti nell'intestino, che convivono con l'organismo senza causare malattie, quelli patogeni possono aderire alla mucosa intestinale, invadere le cellule o rilasciare tossine responsabili dei sintomi dell'infezione. Di seguito, un elenco dei principali ceppi patogeni.


Ceppi patogeniCaratteristiche
STEC (o EHEC)Produce la Shiga-tossina; può causare diarrea emorragica e sindrome emolitico-uremica.
ETECPrincipale causa della diarrea del viaggiatore.
EPECColpisce soprattutto lattanti e bambini piccoli.
EAECPuò provocare diarrea persistente.
EIECInvade la mucosa intestinale causando una forma simile alla dissenteria.
UPECResponsabile della maggior parte delle infezioni delle vie urinarie.


Come si prende l'Escherichia coli?


L'infezione da Escherichia coli si trasmette principalmente per via fecale-orale. Ciò significa che il batterio, eliminato con le feci di persone o animali infetti, può contaminare alimenti, acqua o superfici e raggiungere l'organismo attraverso la bocca.


Nella maggior parte dei casi il contagio avviene consumando cibi o bevande contaminate, ma può verificarsi anche attraverso il contatto diretto con persone infette, animali o ambienti contaminati. Alcuni ceppi, come quelli produttori di Shiga-tossina (STEC), sono frequentemente associati a focolai di origine alimentare.


Secondo le analisi condotte dall'European Centre for Disease Prevention and Control e dall'European Food Safety Authority sui focolai di infezione da STEC registrati nell'Unione Europea nel 2023, le principali fonti di contagio sono rappresentate da:


  • Carne bovina e derivati;
  • Latte e prodotti lattiero-caseari;
  • Acqua (compresi i pozzi);
  • Frutta e verdura contaminate.


La trasmissione, però, può avvenire anche attraverso altre modalità, come ad esempio:


  • Contatto diretto (persone infette, superfici contaminate, animali da allevamento o fattorie didattiche);
  • Scarsa igiene delle mani (dopo l'uso del bagno, il cambio del pannolino o il contatto con animali);
  • Contaminazione crociata (utilizzo degli stessi utensili per alimenti crudi e cotti).


Chi è più a rischio di infezione?


Sebbene chiunque possa contrarre un'infezione da Escherichia coli, alcune persone hanno una maggiore probabilità di sviluppare forme più gravi o complicanze, in particolare:


  • Neonati e bambini piccoli;
  • Anziani;
  • Persone immunodepresse;
  • Pazienti con diabete;
  • Persone con malattie infiammatorie intestinali;
  • Persone che assumono farmaci che riducono l'acidità gastrica.


Quando l'infezione da Escherichia coli può diventare pericolosa?


Come spiega il professor Jukka Corander dell'Institute of Basic Medical Sciences dell'Università di Oslo in un'intervista pubblicata sul portale News-medical.net: "La presenza dell'Escherichia coli nell'intestino non significa necessariamente essere malati. Nella maggior parte delle persone il batterio convive normalmente con l'organismo e l'infezione si sviluppa soprattutto quando alcuni ceppi patogeni raggiungono distretti in cui normalmente non dovrebbero trovarsi, come le vie urinarie o il sangue".


Dunque, molto spesso l'infezione da Escherichia coli ha un decorso favorevole e si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni con un'adeguata idratazione e una terapia di supporto. Di contro, soprattutto i ceppi produttori di Shiga-tossina (STEC), possono provocare complicanze anche gravi, specie nei soggetti più fragili.


Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, fino al 10% delle persone colpite da un'infezione da STEC può sviluppare la sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave complicanza caratterizzata da anemia emolitica, riduzione delle piastrine e insufficienza renale acuta. La mortalità associata alla SEU è stimata tra il 3% e il 5%, motivo per cui è fondamentale riconoscere precocemente i segni di aggravamento e rivolgersi tempestivamente al medico.


Ecco una tabella che descrive le principali complicanze dell'infezione da Escherichia coli.


ComplicanzaDescrizione
Colite emorragicaInfiammazione dell'intestino caratterizzata da diarrea con sangue, forti crampi addominali e dolore intenso.
Sindrome emolitico-uremica (SEU)La complicanza più grave dell'infezione da STEC. Può causare anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale acuta.
DisidratazioneConseguenza della diarrea e del vomito persistenti, particolarmente pericolosa nei bambini piccoli e negli anziani.
Insufficienza renale acutaPuò svilupparsi come conseguenza della SEU e, nei casi più severi, richiedere dialisi.
Complicanze neurologicheRare, ma possibili nelle forme più gravi, soprattutto quando la sindrome emolitico-uremica interessa anche il sistema nervoso centrale.


Come si diagnostica?


La diagnosi dell'infezione da Escherichia coli si basa sulla valutazione dei sintomi, della storia clinica del paziente e sulla conferma attraverso specifici esami di laboratorio. Il test più utilizzato nelle forme gastrointestinali è l'esame delle feci, che consente di identificare il batterio e, quando necessario, di rilevare la presenza delle Shiga-tossine o dei geni responsabili della loro produzione.


Negli ultimi anni, accanto alla tradizionale coprocoltura, sono sempre più impiegati test molecolari come la PCR sulle feci, che permettono di identificare rapidamente un numero maggiore di ceppi patogeni, compresi quelli produttori di Shiga-tossina.


Quando l'infezione interessa altri distretti dell'organismo, il medico può richiedere esami differenti, come l'urinocoltura nelle infezioni delle vie urinarie o, nei casi più gravi, esami del sangue per individuare un'eventuale diffusione dell'infezione.


Come si cura l'Escherichia coli?


Il trattamento dell'infezione da Escherichia coli dipende dal ceppo responsabile, dalla gravità dei sintomi e dalla sede dell'infezione. Nella maggior parte delle infezioni intestinali, soprattutto quelle caratterizzate da diarrea acuta, la guarigione avviene spontaneamente nel giro di alcuni giorni e la terapia consiste principalmente nel prevenire la disidratazione attraverso un'adeguata assunzione di liquidi e sali minerali.


Gli antibiotici non sono sempre indicati. Nelle infezioni intestinali causate dai ceppi produttori di Shiga-tossina (STEC), il loro impiego è generalmente sconsigliato perché potrebbe aumentare il rischio di sviluppare la sindrome emolitico-uremica (SEU), una delle complicanze più gravi dell'infezione. Per questo motivo è fondamentale evitare l'automedicazione e seguire sempre le indicazioni del medico.


Quando invece l'infezione interessa altri distretti dell'organismo, come le vie urinarie, o quando il quadro clinico è particolarmente severo, il medico può prescrivere una terapia antibiotica mirata sulla base del tipo di infezione e, quando necessario, dei risultati degli esami microbiologici.


È possibile debellare definitivamente l'Escherichia coli?


No, non completamente. L'Escherichia coli è un batterio che vive normalmente nell'intestino umano e svolge anche funzioni utili per l'organismo. L'obiettivo della terapia non è quindi eliminare il batterio dalla flora intestinale, ma curare l'infezione causata dai ceppi patogeni o eliminare il batterio quando raggiunge sedi in cui normalmente non dovrebbe trovarsi, come le vie urinarie o il sangue.


Una volta guariti, non si sviluppa un'immunità permanente. Ciò significa che è possibile contrarre nuovamente un'infezione da Escherichia coli in caso di una nuova esposizione al batterio. Per questo motivo, oltre alla terapia, è fondamentale adottare corrette norme igieniche e alimentari per ridurre il rischio di nuove infezioni.


Dieta per Escherichia coli: cosa mangiare e cosa evitare


Durante un'infezione da Escherichia coli, soprattutto se accompagnata da diarrea e vomito, l'alimentazione ha l'obiettivo di favorire il recupero dell'intestino, prevenire la disidratazione e reintegrare i liquidi e i sali minerali persi. Nei primi giorni è consigliabile privilegiare alimenti facilmente digeribili, introducendo gradualmente una dieta più varia man mano che i sintomi migliorano.


Un aspetto fondamentale è mantenere una corretta idratazione, bevendo acqua a piccoli sorsi durante la giornata. Nei casi di diarrea importante possono essere utili anche soluzioni reidratanti orali, se prescritti dal medico.


Cosa mangiare


Sono generalmente consigliati alimenti leggeri, poveri di grassi e facilmente digeribili, come:


  • Riso, pasta e pane bianco;
  • Patate lesse;
  • Banane mature;
  • Mela cotta o mela grattugiata;
  • Carote cotte;
  • Carne bianca e pesce ben cotti;
  • Brodi leggeri;
  • Yogurt con fermenti lattici, se ben tollerato.


Cosa evitare


Durante la fase acuta è preferibile limitare gli alimenti che possono irritare ulteriormente l'intestino o aumentare la diarrea, tra cui:


  • Carne cruda o poco cotta;
  • Latte crudo e latticini non pastorizzati;
  • Frutta e verdura crude non accuratamente lavate;
  • Fritti e cibi molto grassi;
  • Alimenti piccanti;
  • Bevande alcoliche;
  • Bibite zuccherate o gassate.


Domande frequenti


Esiste una cura senza antibiotici per l'Escherichia coli?


Sì. Nella maggior parte delle infezioni intestinali da Escherichia coli sono sufficienti riposo, idratazione e una corretta alimentazione. Gli antibiotici sono indicati solo in situazioni specifiche e sempre su prescrizione medica.


Si può prevenire l'infezione da Escherichia coli?


Sì. Lavare accuratamente le mani, cuocere bene gli alimenti, consumare solo latte pastorizzato, lavare frutta e verdura ed evitare la contaminazione crociata sono le principali misure di prevenzione.


Quando bisogna andare dal medico per un'infezione da Escherichia coli?


È consigliabile rivolgersi al medico in presenza di diarrea con sangue, febbre alta, forte dolore addominale, segni di disidratazione o se i sintomi persistono per diversi giorni.


Quanto tempo ci vuole per guarire dall'infezione?


Nella maggior parte dei casi la guarigione avviene entro 5-10 giorni. Le forme più gravi possono richiedere tempi più lunghi e un trattamento ospedaliero.


L'Escherichia coli si trasmette sessualmente?


Non è considerata una classica infezione sessualmente trasmissibile. Tuttavia, alcune pratiche sessuali che comportano un contatto oro-anale possono favorire la trasmissione del batterio.


Come sono le feci con l'Escherichia coli?


Le feci sono generalmente diarreiche e acquose. Nei casi causati dai ceppi produttori di Shiga-tossina possono contenere sangue.


Dove si trova il batterio Escherichia coli?


L'Escherichia coli vive normalmente nell'intestino di uomini e animali. I ceppi patogeni possono essere presenti anche in alimenti, acqua e superfici contaminate.


Quali fermenti lattici per Escherichia coli?


Alcuni probiotici possono favorire il ripristino della flora intestinale dopo l'infezione. È comunque consigliabile scegliere il prodotto insieme al medico o al farmacista.


L'Escherichia coli è contagiosa da persona a persona?


Sì. Il contagio può avvenire per via fecale-orale, soprattutto attraverso mani contaminate, scarsa igiene o contatto con persone infette.


Quanto dura la diarrea da Escherichia coli?


La diarrea dura in genere da 3 a 8 giorni, anche se in alcuni casi può protrarsi più a lungo.


Perché viene la cistite da Escherichia coli?


La cistite si sviluppa quando l'Escherichia coli, normalmente presente nell'intestino, raggiunge l'uretra e la vescica, dove può moltiplicarsi e provocare un'infezione.


Quali sono i principali ceppi patogeni di Escherichia coli?


I principali sono STEC (o EHEC), ETEC, EPEC, EAEC, EIEC e UPEC, responsabili rispettivamente di differenti forme di infezione intestinale e urinaria.


È sicuro lavarsi con acqua contaminata da Escherichia coli?


No. L'acqua contaminata rappresenta un potenziale rischio di infezione, soprattutto se viene ingerita accidentalmente o entra in contatto con mucose o ferite aperte.


Fonti e bibliografia


  • Zhou, Yang et al. “Urinary Tract Infections Caused by Uropathogenic Escherichia coli: Mechanisms of Infection and Treatment Options.” International journal of molecular sciences vol. 24,13 10537. 23 Jun. 2023, doi:10.3390/ijms241310537;
  • Majowicz, Shannon E et al. “Global incidence of human Shiga toxin-producing Escherichia coli infections and deaths: a systematic review and knowledge synthesis.” Foodborne pathogens and disease vol. 11,6 (2014): 447-55. doi:10.1089/fpd.2013.1704;
  • Ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/shiga-toxin-producing-escherichia-coli-annual-epidemiological-report-2023.pdf;
  • News-medical.net/news/20251104/New-research-sheds-light-on-E-coli-spread-in-human-communities.aspx;
  • Who.int/news-room/fact-sheets/detail/e-coli.

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