Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026
La Gastroenterologia è quella branca medica che si occupa dello studio e della cura delle patologie a carico dello stomaco, dell’intestino e, più in generale, di tutto l’apparato digerente. La Gastroenterologia ha ambiti di competenze particolarmente vasti, in quanto le problematiche e le patologie a carico dell’apparato digerente, soprattutto negli ultimi 50 anni e grazie alle recenti scoperte scientifiche, risultano essere sempre più numerose e con specifiche peculiarità.
Di conseguenza il paziente si rivolge allo specialista Gastroenterologo per un numero molto ampio di problematiche, che vanno da una banale influenza intestinale sino a situazioni più delicate quali Reflusso Gastro-Esofageo, Gastrite, Ulcera, etc..
Gastroenterologo: di cosa si occupa?
Il Gastroenterologo è il medico specialista della gastroenterologia. Si occupa di un numero particolarmente vasto di sintomatologie quali:
- Bruciore di stomaco;
- Nausea;
- Mal di pancia;
- Difficoltà digestive;
- Nausea;
- Dispepsia (più comunemente detta “mal digestione”);
- Diarrea.
Inoltre, è importante rivolgersi allo specialista gastroenterologo quando sono presenti disturbi digestivi che tendono a presentarsi in modo frequente, in quanto potrebbero nascondere specifiche patologie, richiedere determinati trattamenti specialistici e opportuni accertamenti diagnostici.

Cosa cura il Gastroenterologo? Le principali patologie gastroenterologiche
Le patologie trattate dalla Gastroenterologia, come precedentemente indicato, sono numerose e possono essere particolarmente differenti tra loro. Andiamo quindi ad analizzarle nello specifico:
Celiachia
È un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi poco più di 100.000. Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 10%. Per maggiori informazioni: cos’è la celiachia.
Sindrome dell’intestino irritabile
È una patologia in grande crescita sopratutto negli ultimi anni. Le patologie funzionali dell’intestino hanno diversi aspetti in comune, sono sindromi cliniche ad andamento cronico ricorrente in assenza di alterazioni strutturali evidenti (sindromi non organiche). L’unico elemento che caratterizza la loro sintomatologia clinica è l’andamento cronico ricorrente quindi non acuto. Tra le patologie funzionali si annovera : la sindrome dell’intestino irritabile (SII) e il reflusso gastroesofageo (GERD). Per maggiori informazioni: l’intestino irritabile approfondimento
Reflusso
Il reflusso Gastroesofageo è il passaggio retrogrado di piccole quantità di contenuto gastrico dallo stomaco all’esofago, è l’argomento quotidiano che si presenta più frequentemente nell’ambulatorio del medico generico o del gastroenterologo. Per maggiori informazioni: il reflusso gastroesofageo.
Stitichezza
La stitichezza è un disturbo molto comune, soprattutto nelle donne e nelle persone sopra i 65 anni di età. Considerando che la maggior parte delle persone evacua almeno tre volte la settimana, è definita stipsi una frequenza di evacuazione inferiore a tre volte la settimana. Articoli di approfondimento
Emorroidi
Sono dilatazioni varicose delle vene emorroidarie del retto e dell’ano. Sono il disturbo più comune dell’ultimo tratto del canale intestinale e si sviluppano più frequentemente con l’aumentare dell’età, l’aumento del peso ponderale, l’eccessivo sforzo per evacuare le feci, la presenza di feci molto dure, la gravidanza e fattori ereditari. Per maggiori informazioni: cosa sono le emorroidi.
Meteorismo
Con il termine meteorismo si indica una condizione clinica che fa riferimento ad uno accumulo di gas, in quantità eccessive, nel tratto digerente. Approfondimento meteorismo.
Altre patologie: è possibile trovare ulteriori dettagli sulla lista delle possibili patologie gastroenterologiche visitando questa pagina: Patologie
Quali strumenti diagnostici utilizza il Gastroenterologo?
Grazie allo straordinario avanzamento scientifico anche delle apparecchiature diagnostiche, la figura del Gastroenterologo ha assunto una rilevanza fondamentale nella medicina moderna. Infatti le moderne metodologie cliniche permettono allo specialista Gastroenterologo una esplorazione accurata e precisa del tubo digestivo. Uno sviluppo così importante dei strumenti diagnostici (Vedi sezione Endoscopia) ha contestualmente permesso di conseguenza una rapida evoluzione delle conoscenze mediche.

Il Gastroenterologo, a scopo diagnostico o terapeutico, si avvale di molteplici procedure specifiche. Ecco le più importanti:
- Endoscopia Digestiva, ossia esami quali Gastroscopia, Colonscopia, rettoscopia etc (per ulteriori informazioni visita la sezione dedicata agli esami);
- Esami di laboratorio quali esame del sangue, esame delle urine, esame parassitologico ed altri;
- Radiografie e TAC;
- Ecografie.
Quali sono gli esami principali eseguiti dal Gastroenterologo?
Ecco le principali procedure endoscopiche comunemente svolte da un gastroenterologo:
- Esofagogastroduodenoscopia;
- Gastroscopia Transnasale (mininvasiva);
- Colonscopia;
- Colonscopia con videocapsula;
- Colonscopia Virtuale.
Quali organi vengono studiati dalla Gastroenterologia?
- Esofago;
- Stomaco;
- Intestino tenue;
- Colon;
- Retto;
- Fegato e Vie biliari;
- Pancreas.
Quando è necessaria la Visita Gastroenterologica?
La visita gastroenterologica è consigliata quando compaiono disturbi digestivi persistenti, ricorrenti o inspiegabili, oppure quando è necessario approfondire sintomi che coinvolgono l’apparato gastrointestinale. Rivolgersi tempestivamente a uno specialista permette di individuare la causa dei sintomi e impostare un percorso diagnostico o terapeutico adeguato.
È opportuno prenotare una visita gastroenterologica in presenza di segnali come:
- Dolore addominale frequente o persistente;
- Gonfiore eccessivo dopo i pasti;
- Reflusso, bruciore di stomaco o difficoltà digestive;
- Nausea o vomito ricorrenti;
- Diarrea cronica o stitichezza prolungata;
- Sangue nelle feci;
- Perdita di peso non intenzionale;
- Anemia o stanchezza persistente;
- Alterazioni delle abitudini intestinali.
La visita può essere indicata anche per il monitoraggio di patologie già diagnosticate, come gastrite, reflusso gastroesofageo, sindrome dell’intestino irritabile, colite, malattie del fegato o del pancreas.
Durante il consulto, il gastroenterologo raccoglie la storia clinica del paziente, valuta i sintomi riferiti, eventuali familiarità, stile di vita e terapie in corso. In base al quadro clinico, potrà prescrivere una terapia oppure richiedere ulteriori accertamenti, come esami del sangue, ecografia addominale, gastroscopia o colonscopia.
| Situazione | Quando rivolgersi al gastroenterologo |
| Sintomi digestivi persistenti | Se i disturbi durano da giorni o settimane |
| Disturbi ricorrenti | Se si ripresentano periodicamente |
| Campanelli d'allarme | Sangue nelle feci, dimagrimento, anemia, dolore intenso |
| Patologie già note | Per controlli e follow-up specialistici |
| Necessità diagnostica | Per approfondire sintomi non chiari o esami alterati |
Quali sono i migliori gastroenterologi in Italia?
In questione sezione è possibile visionare la lista dei migliori gastroenterologi italiani che hanno ricevuto l'accreditamento da parte di Eccellenza Medica: www.gastroenterologo.eu/migliori-gastroenterologi-italia.
Domande Frequenti
Di seguito riportiamo alcune delle domande più frequenti poste dai pazienti che, sul sito di prenotazioni mediche online Eccellenza Medica o attraverso il sistema di prenotazione telefonica, richiedono una prima visita dal Gastroenterologo.
È necessario venire a digiuno o bisogna fare una particolare preparazione?
No, non è necessaria nessuna particolare preparazione. La prima visita infatti è la situazione in cui si raccolgono principalmente tutti i dati clinici conoscitivi del paziente in cui non verranno eseguiti esami strumentali o diagnostici di nessun tipo.
Devo portare referti o altra documentazione clinica in sede di prima visita?
Se già in possesso, sarebbe opportuno per il paziente portare con se tutta la documentazione medica in sede di prima visita. È opportuno ricordare infatti, che nel corso della prima visita viene ricostruita anche la storia clinica del paziente al fine di avere un quadro generale quanto più chiaro e corrispondente alla realtà. E’ evidente quindi che il gastroenterologo avrà sicuramente vantaggio nel valutare la documentazione già in possesso del Paziente.
Al termine della visita, dovrò fare esami di approfondimento?
Questo è un quesito che in sede di prenotazione posto frequentemente. Non è però possibile stabilire a priori le necessità che verranno riscontrare dallo specialista Gastroenterologo in sede di prima visita. Infatti, in base all’esito della prima valutazione, si deciderà se procedere o meno nell’eseguire eventuali esami diagnostici o strumentali quali Gastroscopia, Colonscopia, Rettoscopia, RX ed altri.
Quanto impiega il Gastroenterologo a visitarmi?
Dipende, i tempi possono essere differenti da Paziente a Paziente. Generalmente una visita dal Gastroenterologo ha una durata media di circa 40 minuti, ma ci sono situazioni in cui essa può durare anche più di un’ora. E’ bene quindi non arrivare nel giorno dell’appuntamento con il Gastroenterologo con poco tempo a disposizione in quanto è opportuno, nell’interesse del Paziente, che lo specialista abbia tutto il tempo necessarrio per eseguire tutte le valutazioni del caso.
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